{"id":1823,"date":"2026-04-09T16:21:55","date_gmt":"2026-04-09T14:21:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/?p=1823"},"modified":"2026-06-10T19:05:46","modified_gmt":"2026-06-10T17:05:46","slug":"insidioso-e-logorante-il-dolore-da-sovraccarico-di-mani-polsi-e-gomiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/insidioso-e-logorante-il-dolore-da-sovraccarico-di-mani-polsi-e-gomiti\/","title":{"rendered":"Insidioso e logorante: il dolore da sovraccarico di mani, polsi e gomiti"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:29px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un dolore che arriva senza un momento preciso. Nessun trauma, nessuna caduta. Settimane o mesi di gesti ripetuti, posizioni tenute troppo a lungo, carichi accumulati giorno dopo giorno. <strong>Un dolore subdolo: va e viene, ma alla lunga stanca, e rende la giornata pi\u00f9 faticosa. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il dolore da sovraccarico, e colpisce soprattutto chi usa le mani per lavoro o per sport.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Operatori al computer, artigiani, musicisti, atleti di sport di racchetta, ciclisti, arrampicatori. Il filo conduttore \u00e8 sempre lo stesso: <strong>un tessuto che ha ricevuto pi\u00f9 stress di quanto riuscisse a smaltire, per troppo tempo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Epicondilite, epitrocleite, tenosinoviti, tendinopatie del polso. I nomi e il meccanismo specifico cambiano, la logica \u00e8 simile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste poi un capitolo a parte, che non affrontiamo qui, per le patologie degenerative articolari come la rizoartrosi del pollice, molto comune ad esempio in chi svolge lavori ripetitivi, pesanti o di precisione (muratori, parrucchieri, cuochi).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Dolore non significa rottura<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo errore che vedo spesso \u00e8 interpretare il dolore come sinonimo di danno strutturale grave. Nella stragrande maggioranza dei casi il dolore da sovraccarico \u00e8 un segnale di un sistema sotto stress, non di qualcosa che si \u00e8 rotto. I tessuti sono irritati, il sistema nervoso \u00e8 sensibilizzato, i carichi superano la capacit\u00e0 di adattamento. \u00c8 un problema di dosaggio, pi\u00f9 che di struttura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ignorarlo non aiuta, ma nemmeno fermarsi del tutto. Va gestito, senza allarmismi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Come agisce il fisioterapista in questi casi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fisioterapia per il dolore da sovraccarico <strong>inizia<\/strong> dal ragionamento clinico, non dalla terapia strumentale o dalle manipolazioni: <strong>capire cosa ha messo sotto stress il tessuto<\/strong>, quanto \u00e8 tollerabile continuare a caricarlo e come aiutare il corpo a recuperare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver fatto una valutazione del caso specifico, tipicamente il lavoro si sviluppa su pi\u00f9 livelli.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Ridurre il carico acuto.<\/strong> Nella fase iniziale, quando il dolore \u00e8 vivo, si interviene sulla quantit\u00e0 e sulla qualit\u00e0 del movimento. Non stop totale, ma modulazione intelligente. <strong>Continuare a usare la mano, ma in modo diverso, su movimenti ridotti, con carichi controllati.<\/strong> Esattamente come e quanto muoversi saranno definiti in base alla situazione specifica e alle caratteristiche del paziente..<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Terapia manuale.<\/strong> Mobilizzazione dei tessuti, trattamento delle strutture nervose, lavoro sulle articolazioni. Non per &#8220;sistemare&#8221; qualcosa che \u00e8 fuori posto, ma per <strong>ridurre la tensione locale e migliorare la tolleranza al movimento e agli stimoli sensoriali.<\/strong><br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Esercizio progressivo.<\/strong> <strong>\u00c8 la parte pi\u00f9 importante e spesso quella pi\u00f9 trascurata.<\/strong> I tendini e i tessuti connettivi si adattano al carico, ma hanno bisogno di tempo e progressione: esercizi eccentrici, isometrici, di rinforzo graduato. Il lavoro attivo non accelera solo la guarigione, ma riduce il rischio che il problema torni. <strong>Il programma va costruito sulla persona, non copiato da un protocollo generico: <\/strong>leve, tolleranza al carico e punto di partenza sono diversi per ognuno, e quello che ha funzionato per qualcun altro pu\u00f2 non funzionare per te.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto che sorprende molti pazienti: nelle tendinopatie, gli studi pi\u00f9 validati mostrano che durante il recupero ci si allena mantenendo un livello minimo di dolore, alla soglia. Non dolore forte, non zero dolore. Un segnale lieve, controllato, che ci indica che il carico \u00e8 abbastanza da stimolare il tessuto. <strong>Se non c\u2019\u00e8 almeno un po\u2019 di fastidio, spesso si sta lavorando troppo poco. Se il dolore diventa troppo intenso, invece, si sta esagerando.<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa finestra non \u00e8 solo un criterio di sicurezza meccanica: ha anche un effetto sul sistema nervoso, perch\u00e9 <strong>lavorare alla soglia aiuta a desensibilizzare gradualmente quella risposta.<\/strong> Il dolore smette di essere un allarme cos\u00ec reattivo. Il sistema nervoso, infatti, \u00e8 responsabile anche del rilascio di sostanze pro-infiammatorie, e che abbassano la soglia del dolore, tramite un fenomeno noto come <strong>infiammazione neurogenica<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E&#8217; importante che il fisioterapista spieghi il significato del dolore ai pazienti.<\/strong> Capire cosa sta succedendo cambia il modo in cui reagiamo. Chi sa che il dolore non \u00e8 sinonimo di danno si muove con meno paura e guarisce meglio. \u00c8 una risposta fisiologica del corpo, non qualcosa di astratto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ambiente di lavoro e abitudini.<\/strong> Una parte del lavoro del fisioterapista \u00e8 aiutarti a capire cosa, fuori dallo studio, continua ad alimentare il problema: postazione, impugnature, ritmi di lavoro, gestione dei carichi sportivi. Senza questo passaggio, si tratta il sintomo senza toccare la causa.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:37px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Cosa puoi fare tu, anche prima di venire in studio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono cose pratiche e concrete che fanno la differenza, anche in autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pause tattiche.<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non le pause lunghe ogni tanto, ma micropause frequenti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni 30-40 minuti di lavoro ripetitivo, 2-3 minuti di cambio di attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il corpo non ha bisogno di restare fermo a lungo, ma di variare spesso il tipo di movimento. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche piccole cose aiutano, per esempio usare ogni tanto la mano non dominante per compiti semplici. All\u2019inizio pu\u00f2 sembrare scomodo, ma \u00e8 un modo efficace per ridurre il carico ripetitivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Esercizi di mobilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piccoli movimenti distribuiti nella giornata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aprire e chiudere la mano, muovere delicatamente le dita, fare piccoli movimenti di flessione ed estensione del polso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi minuti ogni ora sono sufficienti. L\u2019obiettivo non \u00e8 \u201callenarsi\u201d, ma spezzare la ripetizione continua dello stesso gesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 una cura da sola, ma aiuta a ridurre l\u2019irritazione nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Carica prima di fare.<\/strong> Se sai che hai un periodo intenso, che sia una scadenza lavorativa o una gara, non arrivare gi\u00e0 esausto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dolore da sovraccarico compare pi\u00f9 facilmente quando la capacit\u00e0 di recupero \u00e8 gi\u00e0 bassa: sonno scarso, stress alto, riposo insufficiente.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:37px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;ergonomia <\/strong>funziona o \u00e8 marketing?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono alcune indicazioni pratiche che spesso aiutano a ridurre il carico complessivo: monitor non troppo basso, polso in posizione neutra durante la digitazione, avambraccio ben supportato e vicino al corpo quando si usa il mouse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto questo, dagli studi sappiamo che queste \u201cregole posturali\u201d da sole hanno un effetto pi\u00f9 limitato di quanto si pensi. \u00c8 raro che una singola modifica della postura porti da sola a una riduzione significativa del dolore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Probabilmente perch\u00e9 non esiste una postura ideale valida per tutti: ogni corpo reagisce in modo diverso a posizioni e carichi, e ci\u00f2 che conta di pi\u00f9 \u00e8 la somma dei fattori nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Quello che invece sembra contare di pi\u00f9 \u00e8 la variazione: cambiare posizione durante la giornata, non trovare quella &#8220;giusta&#8221; e tenerla.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La postazione perfetta quindi? Non esiste. Ma \u00e8 stato per molto tempo una idea scolpita potentemente nella mente del pubblico generale, probabilmente anche per vendere prodotti. Qualsiasi posizione, tenuta abbastanza a lungo, finisce per sovraccaricare qualcosa. Quello che conta \u00e8 cambiare spesso durante la giornata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\">&#8220;Ma qual \u00e8 la sedia migliore?&#8221; mi chiedono spesso i pazienti. Quella che permette di regolare altezza, inclinazione e supporto lombare con facilit\u00e0, cos\u00ec da cambiare assetto pi\u00f9 volte nella giornata. Ancora meglio avere postazioni diverse tra cui alternare (una sedia classica, una palla grande, etc)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\">La scrivania ideale \u00e8 quella a variazione di altezza, che consente di passare da seduto a in piedi e viceversa. Non si tratta di stare in piedi tutto il giorno (anche l\u00ec si accumula carico) ma di non restare bloccati nella stessa posizione per ore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono comunque posizioni generalmente pi\u00f9 dispendiose nel lungo periodo, anche se la risposta varia da persona a persona. Il lavoro del fisioterapista \u00e8 proprio aiutarti a trovare il range posturale pi\u00f9 adatto a te, laddove la statistica scientifica offre poche risposte e certezze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi fa sport o usa attrezzi manuali: impugnature pi\u00f9 morbide, meno forza di presa, pi\u00f9 cambi durante il lavoro. Prima di aumentare il carico o la quantit\u00e0 di allenamento, vale la pena controllare il gesto tecnico: il danno da sovraccarico nasce spesso da un movimento inefficiente ripetuto migliaia di volte.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:37px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Quando non aspettare<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maggior parte dei dolori da sovraccarico si risolve bene con il tempo e un approccio corretto. <strong>Ci sono per\u00f2 situazioni che meritano una valutazione rapida, senza aspettare:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>formicolii costanti o perdita di sensibilit\u00e0 alle dita<\/li>\n\n\n\n<li>debolezza improvvisa o progressiva della presa<\/li>\n\n\n\n<li>dolore che non migliora dopo qualche settimana di gestione attenta<\/li>\n\n\n\n<li>sintomi che peggiorano marcatamente a riposo o di notte<\/li>\n\n\n\n<li>gonfiore marcato e persistente<\/li>\n\n\n\n<li>febbre associata ai sintomi locali<\/li>\n\n\n\n<li>dolore intenso a riposo, pulsante o che peggiora con sforzo aerobico<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune condizioni possono presentarsi con sintomi simili a quelli di un comune sovraccarico, ma richiedono un inquadramento diverso: <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>la sindrome dello stretto toracico<\/strong>, ad esempio, pu\u00f2 mimare un tunnel carpale o un problema al tratto cervicale con formicolii e dolore diffuso all&#8217;arto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando i sintomi escono da un pattern gestibile con la fisioterapia, il fisioterapista ti indirizzer\u00e0 verso la valutazione medica pi\u00f9 appropriata: neurologica, reumatologica o ortopedica.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:37px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>La logica di fondo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mani e polsi non sono come i freni di un&#8217;auto, destinati inevitabilmente a esaurirsi a ogni chilometro percorso. La biologia umana \u00e8 un sistema <strong>dinamico e adattivo<\/strong>, capace di ripararsi e rinforzarsi in risposta agli stimoli. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;usura precoce o il dolore, infatti, non derivano dal semplice &#8220;uso&#8221;, ma da un <strong>disequilibrio<\/strong>: quando lo stress meccanico supera la capacit\u00e0 di recupero dei tessuti &#8211; perch\u00e9 \u00e8 troppo intenso, troppo rapido o troppo prolungato &#8211; il sistema entra in crisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto, proteggere le articolazioni &#8220;sotto una campana di vetro&#8221; non serve a preservarle; al contrario, le rende fragili e ancora pi\u00f9 reattive al dolore. Il segreto non \u00e8 l&#8217;evitamento, ma l&#8217;<strong>adattamento graduale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 qui che entra in gioco un buon percorso fisioterapico:<\/strong> il suo scopo non \u00e8 offrirti un sollievo temporaneo di qualche settimana, ma agire come una guida per ricalibrare questo equilibrio. Attraverso il carico progressivo e l&#8217;educazione al movimento, la fisioterapia ti aiuta a capire il problema e a gestire il carico di lavoro, mettendo i tuoi tessuti in condizione di rinforzarsi anzich\u00e9 limitarsi a invecchiare. L&#8217;obiettivo finale non \u00e8 solo spegnere il sintomo, ma fornirti gli strumenti per non ritrovarti punto e a capo dopo sei mesi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:37px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessun trauma, il dolore arriva di soppiatto, gradualmente. Polsi, gomiti, dita. Il prezzo silenzioso di chi usa le mani per lavoro. La sedia perfetta esiste? E la postura perfetta?<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 perfezione che tenga. \u00c8 una questione di budget: quanto carico riesce a gestire il tuo corpo, e quanto gliene stai chiedendo.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":1845,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uag_custom_page_level_css":"","site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"set","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1823","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articolo-breve"],"uagb_featured_image_src":{"full":["https:\/\/www.oliverdadda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/imageedit_23_4716431398.png",1220,813,false],"thumbnail":["https:\/\/www.oliverdadda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/imageedit_23_4716431398-150x150.png",150,150,true],"medium":["https:\/\/www.oliverdadda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/imageedit_23_4716431398-300x200.png",300,200,true],"medium_large":["https:\/\/www.oliverdadda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/imageedit_23_4716431398-768x512.png",768,512,true],"large":["https:\/\/www.oliverdadda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/imageedit_23_4716431398-1024x682.png",1024,682,true],"1536x1536":["https:\/\/www.oliverdadda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/imageedit_23_4716431398.png",1220,813,false],"2048x2048":["https:\/\/www.oliverdadda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/imageedit_23_4716431398.png",1220,813,false],"trp-custom-language-flag":["https:\/\/www.oliverdadda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/imageedit_23_4716431398.png",18,12,false]},"uagb_author_info":{"display_name":"Oliver D'Adda","author_link":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/author\/hajimemashite\/"},"uagb_comment_info":0,"uagb_excerpt":"Nessun trauma, il dolore arriva di soppiatto, gradualmente. Polsi, gomiti, dita. Il prezzo silenzioso di chi usa le mani per lavoro. La sedia perfetta esiste? E la postura perfetta? Non c'\u00e8 perfezione che tenga. \u00c8 una questione di budget: quanto carico riesce a gestire il tuo corpo, e quanto gliene stai chiedendo.","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1823","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1823"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1823\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1884,"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1823\/revisions\/1884"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1823"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1823"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1823"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}