{"id":1835,"date":"2026-04-09T18:36:48","date_gmt":"2026-04-09T16:36:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/?p=1835"},"modified":"2026-06-10T19:07:07","modified_gmt":"2026-06-10T17:07:07","slug":"il-nesso-misterioso-tra-mal-di-collo-e-mal-di-testa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oliverdadda.it\/en\/il-nesso-misterioso-tra-mal-di-collo-e-mal-di-testa\/","title":{"rendered":"Il nesso misterioso tra mal di collo e mal di testa"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:29px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni anni fa, mia moglie ha iniziato a soffrire di <strong>cefalea cervicogenica<\/strong>, vale a dire un mal di testa causata da problemi al collo. A volte arriva senza un motivo chiaro, dura qualche ora o qualche giorno, poi sparisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel tempo ha provato di tutto: il bite costruito su misura, il cuscino ortopedico, la terapia manuale. Alcune cose hanno funzionato, per un periodo. Poi un movimento, una notte storta, un periodo di stress, e il dolore ripartiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il collo fa male in posti diversi ogni volta, la spalla sembra coinvolta, e anche avendo capito il meccanismo, rimane una certa imprevedibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Col tempo, con l\u2019aiuto della sua fisioterapista (non io &#8211; trattare i propri familiari non \u00e8 sempre un\u2019idea fantastica!), ha imparato a leggerlo meglio: cosa lo scatena, cosa aiuta, come intervenire prima che si installi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema non \u00e8 sparito del tutto, ogni tanto ricompare. Ma \u00e8 diventato molto meno intenso, meno frequente, meno duraturo. Per molte persone con cervicalgia cronica, \u00e8 gi\u00e0 un risultato concreto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che molti non ci arrivano mai, non perch\u00e9 il percorso sia impossibile, ma perch\u00e9 partono con un&#8217;idea sbagliata di cosa significa migliorare e hanno internalizzato alcune presupposizioni sbagliate e nocive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una cosa che vedo spesso in studio: persone che arrivano convinte di avere &#8220;la cervicale distrutta&#8221; perch\u00e9 hanno passato vent&#8217;anni in ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hanno fatto una risonanza, \u00e8 stato rilevato qualcosa di fuori dalla norma, e da quel momento si muovono come se il collo fosse di vetro. A volte quella risonanza non spiega nulla del dolore che sentono<sup><strong>1,2<\/strong><\/sup>, ma ha cambiato il modo in cui si muovono e pensano al proprio collo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 uno dei meccanismi che pu\u00f2 trasformare un problema acuto in uno cronico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:12px\"><em><sup>1<\/sup>(Brinjikji et al., 2015)<\/em><br><em><sup>2<\/sup>(Jensen et al., 1994)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong><strong><strong>Acuto o cronico?<\/strong><\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una distinzione che vale la pena fare subito: la cervicalgia acuta e quella cronica sono due problemi diversi, non solo per durata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> In generale, acuto significa che compare all&#8217;improvviso, dura poco e tende a passare. Cronico significa che \u00e8 diventato parte della quotidianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una <strong>cervicalgia acuta <\/strong>pu\u00f2 essere in qualche modo simile ad una distorsione di caviglia, nel senso che \u00e8 una situazione che tende alla guarigione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pu\u00f2 richiedere qualche settimana, e pu\u00f2 lasciare una certa vulnerabilit\u00e0 alle recidive, ma <strong>nella maggior parte dei casi si risolve.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>cervicalgia cronica<\/strong> funziona diversamente: i tempi sono pi\u00f9 lunghi, le cause spesso multiple, e le recidive sono all&#8217;ordine del giorno. La fisioterapia pu\u00f2 aiutare a ridurre intensit\u00e0, frequenza e durata dei sintomi, a capire cosa li alimenta e a costruire strumenti per gestirli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eliminare il problema del tutto non \u00e8 sempre possibile, ma una forte riduzione del sintomo invece \u00e8 spesso gi\u00e0 un obbiettivo realistico. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi si aspetta la guarigione definitiva dopo tre sedute rischia di passare da un terapeuta all&#8217;altro cercando una soluzione che probabilmente non \u00e8 cos\u00ec semplice o immediata. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa aspettativa non nasce dal nulla. Viviamo in un contesto in cui la realt\u00e0 viene costantemente semplificata e confezionata: messaggi netti, certezze rassicuranti, soluzioni che promettono di risolvere tutto. Funziona bene per vendere. In realt\u00e0 per\u00f2 il corpo, soprattutto nei problemi cronici, \u00e8 un sistema complesso, non lineare, non del tutto prevedibile. Non risponde bene alle soluzioni veloci, e diffidare di chi le promette \u00e8 gi\u00e0 un buon punto di partenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong><strong><strong>Sintomi <\/strong>strani ed inaspettati<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il collo pu\u00f2 contribuire a sintomi che vengono percepiti come &#8220;neurologici&#8221;: <strong>mal di testa<\/strong> monolaterale che parte dalla nuca, <strong>acufene<\/strong>, senso di <strong>instabilit\u00e0<\/strong>, qualche <strong>vertigine<\/strong>, anche quando il medico ha gi\u00e0 escluso cause neurologiche centrali o altre patologie. In questi casi pu\u00f2 essere il collo che si esprime in maniera indiretta, attraverso percorsi nervosi condivisi con la testa e il braccio. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>cefalea cervicogenica <\/strong>nasce cos\u00ec: i nervi del tratto cervicale superiore condividono connessioni con quelli che innervano parte del cranio. Il dolore arriva in testa, ma l&#8217;origine \u00e8 pi\u00f9 in basso. Si stima che questo meccanismo costituisce il <strong>15-20% di tutte le cefalee<\/strong> <strong>croniche<\/strong><sup>3<\/sup>, un numero non piccolo, considerando quanto spesso il dolore venga additato come emicrania o cefalea tensiva per anni. <strong>Nei pazienti con cefalea dopo un colpo di frusta la prevalenza sale fino al 53%<\/strong><sup>4<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Distinguere cefalea cervicogenica ed emicrania non \u00e8 per\u00f2 sempre possibile, e spesso non serve farlo in modo netto, perch\u00e9 possono coesistere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei pazienti con entrambe le condizioni le due si alimentano a vicenda: anche quando la cervicale non causa direttamente il mal di testa, lo peggiora, probabilmente per sensibilizzazione centrale. Se ci sono auree, l&#8217;emicrania viene spesso considerata in prima battuta, ma non esclude che il collo stia facendo la sua parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte quindi il mal di testa arriva dal collo, e in maniera analoga, una cosa che sorprende alcuni pazienti \u00e8 il fatto che anche il dolore al collo possa non venire sempre dal collo. Alcuni visceri possono riferire dolore verso il collo e la spalla, una possibilit\u00e0 che non sempre viene considerata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:12px\"><em><sup>3,4<\/sup>(Bogduk &amp; Govind, Lancet Neurol, 2009)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:37px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong><strong><strong>Il sistema nervoso ha memoria<\/strong><\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco, 44 anni, arriva in studio due anni dopo un tamponamento che sul momento sembrava una banalit\u00e0. Risonanza normale, neurologo rassicurante, eppure mal di testa e tensione al collo non erano mai spariti del tutto. Non stava esagerando: il suo sistema nervoso aveva semplicemente imparato a restare in allerta. Una cosa normale, dopo un trauma. Raramente viene spiegato ai pazienti, e ho personalmente il dubbio che venga sottovalutato l&#8217;effetto anche da molti clinici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un trauma, un colpo di frusta, un incidente anche banale, il sistema nervoso pu\u00f2 restare in allerta molto tempo dopo che i tessuti sono guariti. Addirittura anni, in rari casi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo fenomeno si chiama <strong>sensibilizzazione centrale<\/strong>: il sistema nervoso impara a rispondere in modo pi\u00f9 reattivo, abbassa la soglia del dolore (cio\u00e8 sentiamo pi\u00f9 dolore), e continua a farlo anche quando non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla da proteggere. Non \u00e8 un danno tissutale, non si vede alla risonanza, ma \u00e8 reale e fisiologico quanto qualsiasi altra cosa.<sup>5<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nelle cervicalgie croniche post-traumatiche, anche parti del corpo non coinvolte nel trauma originale mostrano soglie del dolore ridotte.<\/strong> In parole povere, il sistema nervoso diventa pi\u00f9 reattivo in generale, non solo nel collo.<sup>6<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato pratico \u00e8 un collo che continua a fare male con una risonanza normale, e un paziente a cui viene detto che va tutto bene. Non \u00e8 cos\u00ec: c&#8217;\u00e8 un sistema nervoso che ha imparato a rispondere in modo diverso, e su quello la fisioterapia pu\u00f2 intervenire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:12px\"><em><sup>5<\/sup>Nijs J, et al. (2014)<\/em>, <em>Woolf CJ (2011)<\/em>, <em>Sterling M. (2011)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:12px\"><sup>6<\/sup><em>Curatolo M. et al. (2001\u20132008 lavori su chronic neck pain)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:37px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong><strong>La postura: n\u00e9 colpevole n\u00e9 innocente<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La scienza non \u00e8 mai riuscita a dimostrare che esista una postura universalmente dannosa.<\/strong> Gli studi che cercano di collegare ore di schermo e cervicalgia producono risultati contraddittori.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella pratica clinica per\u00f2 alcune posizioni prolungate, in certi individui, contribuiscono al problema. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa che la ricerca non abbia valore: significa che <strong>il dolore posturale \u00e8 profondamente individuale<\/strong> e difficilmente riconducibile a una regola universale. Quello che affatica te, con la tua storia, il tuo lavoro e il tuo sistema nervoso, non \u00e8 necessariamente quello che affatica qualcun altro nella stessa posizione.<br>Sta dunque al fisioterapista fare &#8220;da detective&#8221; per capire il meccanismo del dolore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;importante spesso non \u00e8 tanto trovare la posizione perfetta, quanto interrompere la staticit\u00e0: cambiare posizione spesso, alzarsi, muoversi. Un ambiente di lavoro che lo permette vale pi\u00f9 di qualsiasi sedia ergonomica &#8220;ideale&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:37px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong><strong><strong>Lo stress si deposita nel collo<\/strong><\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema nervoso autonomo, sotto stress, aumenta il tono muscolare in modo difensivo. Il collo e le spalle sono tra i primi a rispondere. In particolare la spalla non dominante pu\u00f2 tendere a sollevarsi leggermente, in atteggiamento difensivo, come uno scudo. Lo facciamo senza accorgercene, lo facciamo ogni giorno, e nel tempo questi comportamenti diventano appresi e consolidati, e il collo impara a non rilassarsi mai del tutto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:37px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong><strong><strong>Quando approfondire<\/strong><\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perdita di forza improvvisa al braccio o alla mano, perdita di sensibilit\u00e0, grossi problemi di equilibrio o nella camminata, mani che non rispondono come dovrebbero per i movimenti fini come allacciarsi le scarpe o abbottonarsi, difficolt\u00e0 a deglutire, disfunzione di vescica o intestino, dolore intenso a riposo che peggiora di notte, cefalea improvvisa e violenta, rigidit\u00e0 nucale con febbre, febbre o calo di peso inspiegato, storia di tumore, sintomi dopo un trauma importante, o altri sintomi particolarmente intensi o inattesi. Questi meritano una valutazione medica, non fisioterapia in prima battuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale anche escludere la sindrome dello stretto toracico quando formicolii e dolore al braccio non tornano con un collo apparentemente normale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><strong>Cosa funziona<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cervicalgia cronica raramente ha una causa sola e quasi mai una soluzione sola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella fase iniziale la terapia manuale pu\u00f2 aiutare ad alleviare il sintomo e rendere pi\u00f9 accessibile il lavoro successivo. Ma \u00e8 quello che viene dopo che fa la differenza nel lungo periodo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Esercizio per collo, tronco e spalle insieme: le spalle e il tronco sono stabilizzatori fondamentali e vengono troppo spesso ignorati<\/li>\n\n\n\n<li>Recupero della mobilit\u00e0: la cervicale cronica tende a perdere escursione articolare nel tempo, non per danno strutturale ma perch\u00e9 ci si muove meno, per abitudine o per paura<\/li>\n\n\n\n<li>Gestione dello stress, che fa parte del percorso quanto gli esercizi, non \u00e8 un&#8217;aggiunta opzionale<\/li>\n\n\n\n<li>Ergonomia ragionevole, tarata sulla persona e non su uno standard universale<\/li>\n\n\n\n<li>Calore, quando aiuta<\/li>\n\n\n\n<li>Il bite, costruito su misura da un dentista o gnatologo specializzato nell&#8217;occlusione, in alcuni casi pu\u00f2 essere complementare alla fisioterapia&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Il lavoro sul respiro, in alcuni pazienti, ha pi\u00f9 effetto di qualsiasi altra cosa<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fisioterapia serve a capire quale combinazione funziona per quella persona, in quel momento, e a costruire gli strumenti per riconoscere e gestire le recidive quando arrivano. Perch\u00e9 arrivano, ma non devono per forza durare quanto prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mal di testa da cervicale \u00e8 sottodiagnosticato, spesso confuso con l&#8217;emicrania, e trattato male per 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